lunedì 24 dicembre 2007

AUGURI

 


Cari Amici


 


     TANTI AUGURI PER QUESTE FESTIVITA' DI FINE ANNO: A CHI STA DENTRO, A CHI STA FUORI,


A CHI SOFFRE E A CHI HA LA SALUTE, A CHI E' SOLO E A CHI GODE DI BUONE AMICIZIE, 


 A CHI CREDE NELLA GIUSTIZIA UMANA E A CHI SI E' ORMAI RASSEGNATO E SPERA SOLTANTO


 IN QUELLA DIVINA.  UN ABBRACCIO A TUTTO VOI CHE MI SIETE VICINI E CHE CREDETE NEI


 VALORI DI FRATERNITA', UGUAGLIANZA E GIUSTIZIA.


 


                                              GIANFRANCO


 

lunedì 26 novembre 2007

CI SIAMO ANCORA....

Cari Amici


                  ho ricevuto da alcuni lettori  di questo blog una velata critica per il fatto che il blog non si occupa più delle vicende per le quali era stato creato, vale a dire il mondo delle carceri (segnatamente Bollate e poi l'universo penitenziario ) e del volontariato. Per le ben note vicende verificatesi nei mesi scorsi non ho più accesso al carcere, quindi non posso raccogliere notizie e non posso neppure verificare quelle che mi arrivano abbastanza frammentariamente.  Vi comunico comunque che la  equipe giornalistica che ha preso in mano il giornale carceraio ha fatto uscire da circa un mese un nuovo numero dalla forma grafica accattivante (pagine interne a colori). Il pezzo forte del numero è il proseguimento dell'inchiesta avviata in aprile su carcere e vitto. Dopo la denuncia del forte divario dei prezzi che si rileva tra quelli imposti dalla Saep a Bollate e quelli che si praticano alla Esselunga di Baranzate (il  supermercato più vicino al carcere),  il giornalista che ha ripreso l'argomento ha chiesto alla Saep le ragioni di quanto avviene.  Non entriamo nel merito di quanto viene sostenuto dalla Saep; alle sue argomentazioni risponde la direttrice  di Bollate Lucia Castellano con altre argomentazioni che non vogliamo ugualmente commentare. Diciamo però che ai detenuti, che subiscono i prezzi della Saep, non viene data voce. In questa storia loro non esistono, sono minus quam, la parola se la prendono soltanto i poteri forti (forti nell'ambito carcerario, ovviamente). Questa è  democrazia? E' questo lo spirito che dovrebbe animare un giornale che viene stampato con i soldi dei reclusi ma che non ne esprime le idee e i giudizi?


   Un'altra chicca: da internet (cliccate su google saep-corte dei conti e vedrete) si evidenzia che le sezioni delle Marche d della Lombardia della Corte deiConti hanno respinto per ben due volte tra il 2003 e il 2006 i decreti con i quali i provveditori delle carceri (i Dap regionali) assegnavano a Saep e anche ad altre ditte gli appalti per le foniture di prodotti alimentari alle carceri delle due regioni. Le ragioni: vizi di forma e anche di sostanza.  Ciò nonostante nulla smuove il potere di chi rifornisce di prodotti alimentari e di altro genere le carceri italiane. SI tratta di un volume d'affari di tutto rispetto. Ognuno dei 40.000 detenuti  costa alla Stato, quindi ai contribuenti onesti, i 130 euro al giorno. Una buona parte di questa somma  se ne va per il poersonale di custodia e per le infrastrutture,  ma restano fette considerevoli per le gestioni private.


     Chi scrive ha informato il governo (ai massimi livelli di competenza settoriale, ripeto ai massimi livelli) di quanto avviene a Bollate in materia di prezzi.  Dopo un paio di mesi è, arrivata la seguente risposta "La Informo che la situazione è ancor peggio di di quanto da Lei esposto. A settembre prenderemo provvedimenti ma ci vorrà tempo prima che abbiano efficacia.  In ogni caso mi tenga informato".


                          A bien tot, mes amis, a bien tot.


                                                                                              Gianfranco

lunedì 29 ottobre 2007

AMMA....

 


                                                                    OHM MANI PADME OHM


 


Cari Aici,


      Avendo rinunciato al viaggio per motivi di salute  ho seguito in questi giorni al Palasport di Sesto S.Giovanni l'annuale visita di Amma in Italia. Amma è una signora indiana di mezza età, un guru (quindi un livello inferiore rispetto all'avatar, che è un'emanazione del divino) che si propone di alleviare con il suo messaggio e le sue opere le sofferenze del'umanità. Con i suoi viaggi in Europa (l'Italia è una tappa del suo percorso autunnale) Amma raccoglie mezzi che vengono poi impiegati per costruire case, per assistenza sanitaria e finanziaria ai diseredati dell'India. Ai ricchi europei (ricchi rispetto ai parametri indiani) Amma porge un messaggio di amore e di speranza. L'atmosfera dei suoi raduni è allegra e festosa: canti energetici banjai, profumi d'oriente, donne e uomini vestiti di bianco, indiani e non, vecchi e giovani, tutti volontari, che ti accolgono con gentilezza, e ti guidano verso il rito per cui Amma è famosa: l'abbraccio. Ogni giorno Amma, che pare dotata di una forza e resistenza incredibili, seduta su una poltrona abbraccia migliaia di persone che si avvicinano a lei in ginocchio con un piccolo presente, un fiore, un libro, un dolcetto. Durante l'abbraccio, che dura dieci, quindici secondi, Amma  sussurra loro nell'orecchio parole in hindi che probabilmente vogliono ispirare amore, speranza, compassione verso il prossimo che soffre. Anch'io mi sono fatto abbracciare da Amma: più tardi mi sono sentito svuotato di  ogni energia ma rilassato e sereno. Suggestione?  Ipnosi collettiva? Non so. L'esperienza è stata comunque positiva. Da seri studi in proposito risulta che queste attività, come pure la recita dei mantra e del  rosario di cattolica memoria, provoca in chi li recita il rilassamento dei muscoli, un calo della  pressione arteriosa e l'allentamento delle tensioni emotive.  Se volete saperne di più, andate sul suo sito www.amma-italia.it.


 


                 Un caro saluto


                                                              HOM MANI PADME OHM


 


                                                                     Gianfranco

martedì 23 ottobre 2007

REALPOLITIK...

Cari Amici,


 


    qualche considerazione  su quanto avviene in Italia di questi tempi. Secondo voi, esiste nel nostro paese una classe 'politica' degna di questo nome in grado di tutelare gli interessi del bene comune? Non so. Mi guardo attorno e vedo che il capo del governo e quello del principale partito d'opposizione sono di estrazione economica: il primo è stato grande elemosiniere di tutti i partiti della prima Repubblica ai tempi della presidenza dell'Iri. Il secondo è un imprenditore, coin tutti i vizi e le qualità di una classe economica che in Italia ha sempre corteggiato il monopolio. I presidenti del Senato e delle Camera sono due ex sindacalisti, abituati a confrontarsi con imprenditori e lavoratori. I sindaci di alcune grandi città del Nord vengono dal mondo dell'economia e del sindacato. L'ex presidente della Repubblica veniva da Bankitalia, altro grande potentato nazionale. L'uomo forte del governo è Padoa Schioppa, anch'esso generato dal sistema di Banlkitalia. In  conclusione: di politici duri e puri, cresciuti nelle scuole di partito o formatisi all'ombra dell'Azione Cattolica, all'orizzonte se ne vedono poco, il  paese è retto da uomini economici che notoriamente non brillano per fantasia e lungimiranza. con poca fantasia.  I pochi pochi politici puri sono cinici, bari e di scarso ingegno. Se si pensa che l'ultima campagna elettorale ha avuto come snodo centrale del dibattito il cuneo fiscale...... 


   Eppure mai come in questo periodo ci vorrebbero uomini politici, di destra e di sinistra,  con idee nuove per farci uscire dal vicolo chiuso nel quale ci siamo infilati con Maastricht.  Il paese è ingessato da un debito pubblico che assorbe ogni anno 70 miliardi di euro di soli interessi e che non consente allo Stato di pianificare investimenti nella ricerca e nelle infrastrutture. E senza lo Stato che investe, attuando le ben note politiche keynesiane,  l'economia ristagna perchè glki imprenditori privati badano al profitto immediato e sicuro.  Avviene dunque che la politica economica del nostro  Paese venga gestita da Bruxelles e Francoforte, i custodi del Trattato di Maastricht, mentre per quella estera da noi, e nel resto d'Europa, si è data  carta bianca agli States.  Speriamo che alle elezioni di primavera possa emergere qualcuno in grado di cambiare le regole. Ma non ci spero molto. Tanti Auguri


 


                                 Gianfranco


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

L'UOMO PROPONE....

Cari Amici,


 


               ma il bacillo dispone. Questa mattina dovevo arrivare a Smirne con il ferry da Ancona. Ma a causa di un bacillo infleunzale che mi ha colpito giovedì scorso, oggi sono a Milano in preda ad antibiotici, aspirine, Aulin, Bisolvon, colluttori e quant'altro occorre per combattere la malefica influenza di stagione. Sarà forse questo un segno del destino che mi sconsiglia di intraprendere il viaggio, al quale ho dedicato sino ad oggi tanti pensieri e tante attenzioni? Per ora penso soltanto a rimettermi in sesto, a fine settimana deciderò. Ma la mente è sveglia e studia una soluzione alternativa dopo l'altra. I bagagli, già pronti, non sono stati disfatti. State bene, voi che potete, e godetevi questo fine di ottobre in allegria. Mi farò sentire quanto prima, non appena avrò deciso sul da farsi.


 


                                                                                                         Gianfranco


 


                                                        

domenica 14 ottobre 2007

Cari Amici


 


              la data della partenza si avvicina. Un caro saluto


 


                                     Gianfranco

giovedì 20 settembre 2007

BAM TAFTAN QUETTA E OLTRE..

 


Carii Amici,  


                        scusate se negli ultimi tempi questo blog è rimasto piuttosto inattivo, ma di quanto succede a Bollate so poco o nulla, e per di più il vostro amico sta progettando e organizzando un viaggio: vorrebbe ripercorrere l'itinerario degli hippies che negli anni sessanta-settanta partivano dell'Europa alla volta dell'India attraverso Turchia, Iran e Afganista con meta finale le spiagge assolate di Goa oppure la scuola di Teosofia di Madras o ancora gli Ashram degli Arancioni a Puma. 


Il vostro amico vorrebbe percorrere questo viaggio di 10.000 chilometri (non attraverso l'Afganistan bensì il Pakistan per i ben noti motivi geopolitici) con il suo ecchio scooter Honda che nel frattempo viene riammodernato. Poichè i pezzi di ricambio non si trovano più Gianfranco ha pescato su Internet uno scooter dello stesso modello in Svizzera, l'ha comprato e adesso sta cannibalizzandoi pezzi: da due moto ne uscirà una in buono stato che gli consentirà di percorrere il cammino. Partenza: il 13 ottobre da Ancona, con un traghetto che lo porterà a Smirne, e di lì attraverso la dorsale anatolica, i deserti iraniani e pakistani e le pianure del nord dell'India arrivare fino a Bangalore, dal Santone. Perso in questi pensieri organizzativi (visti, carnet de passage, patente internazionale, moto e ricambi) il vostro amico ha dedicato poco tempo a blog. Ma Gianfranco vi pensa sempre e, se vorrete seguire il suo percorso, troverete su questo blog il resoconto di ogni tappa, resoconto che verrà scaricato sul blog ad ogni internet point disponibile (in Iran e Pakistan ci saranno problemi). Poi al rientro il blog verrà chiuso.


 


 


                        Grazie ancora di tutto                           


 


                                      Gianfranco

mercoledì 12 settembre 2007

VISITORS ...A VOLTE RITORNANO..

Cari Amici,


 


  vi ricorderete certamente la serie televisiva dei Visitors, che a volte ritornano. Ebbene, a questo ho pensato quando ho letto di Fabiano Fabiani alla presidenza della Rai. Fabiani, soprannominato l'etrusco da parte di amici e nemici per la sua origine umbra, bon vivant, non più giovanissimo, è stato per molti anni ai vertici di Finmeccanica in quota DC. Ma lui era amico di tutti e alla pari di Prodi, Principe, Viezzoli, Calabria, Nobili e altri boiardi di Stato viene annoverato come un grande elemosiniere della prima Repubblica. Fabiani conosce tutti i segreti economici e politici di questa nostra epoca. E' un grande amico dell'ex direttore del giornale per il quale ho lavorato per venti anni, e questo può spiegare l'appoggio di cui gode presso tutti gli ambienti della sinistra. E' stato appena sfiorato da Tangentopoli (ricordo un solo avviso di garanzia e un non luogo a procedere). E ora viene riesumato per incarichi di prestigio. Come i Visitors, a volte ritornano..


                               Gianfranco

venerdì 31 agosto 2007

E LA BORSA VA...

Cari Amici,


 


          i mercati azionari si stanno riprendendo dopo il ribasso agostano provocato, ci hanno detto un pò tutti, dalla crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti. Chi scrive ha seguito gli eventi finanziari internazionali per 35 anni e  un'idea su queste crisi periodiche se l'è fatta. Vi posso dire come à andata veramente, secondo quanto mi hanno detto coloro che sanno? A giugno le Borse erano imballate, i prezzi erano saliti troppo e gli affari scarseggiavano perchè la prudenza imperava. Quando si verficano situazioni del genere i veri protagonisti dei mercati azionari (banche di investimento, grandi trader, hedge fund, etc), si accordano per provocare un bel ribasso prendendo spunto da eventi contingenti quali, ed esempio, una crisi geopolitica, atti di terrorismo, vicende economiche, speculazioni monetarie oppure in questo caso la crisi dei subprime , etc. Il ribasso viene attuato su tutti i mercati mondiali (non dimentichiamo che le Borse sono ormai integrate a livello globale), come pure integrati sono i grandi protagonisti)  grazie a tecnicalità complesse (soprattutto l'uso di derivati e di operazioni allo scoperto) che ottengono l'effetto valanga: spingono le mani deboli, altrimenti dette parco buoi, a vendere in preda al panico, mentre  stampa, TV e commentatori vari svolgono  un ruolo notevole (a volte non disinteressato) di diffusione delle incertezze. Quando il ribasso ha raggiunto le dimensioni volute, le vendite speculative di colpo cessano, i ribassisti comprano a man bassa quanto il parco buoi ha svenduto in preda al panico, mentre la causa prima (in questo caso i mutui subprime) scompare dalle prime pagine dei giornali. E così fino al prossimo caso, che potrebbe scaturire da: crollo della Borsa cinese (è cresciuta dell'80 per cento dall'inizio dell'anno, prima o poi si ridimensionerà), oppure rivalutazione dello yen (tenuto artificialmente basso dalla Bank of Japan per tenere alto l'export), crollo del mercato immobiliare in Europa, repentino ribasso del dollaro. Insomma le occasioni, definite anche bolle, non mancheranno per generare il panico tra il parco buoi che verrà tosato, come al solito.  Unico rimedio, se proprio siete patiti della Borsa, seguire il consigli del grande Bernard Baruch, uno dei guru più famosi di Wall Streeet degli anni '30. Si racconta che in punto di morte Baruch abbia rivelato ai suoi intimi il segreto  del suo successo: 'Muoio ricco perchè ho sempre venduto troppo presto'. Traduzione: appena guadagnate qualcosa, magari anche solo il 10 per cento, vendete e non pensateci più.


         Meditate, Folks, meditate                                         Gianfranco


 


                                                                      Gianfranco

giovedì 23 agosto 2007

CONTRADDIZIONI....

Cari Amici,


                                    ho seguito in questi giorni in TV il solito meeting di CL a Rimini. Ebbene, il presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini è stato un ospite d'onore, ha parlato, ha esposto i problemi di oggi e le previsioni del suo gruppo. E tutti ad applaudire.  Guarguaglini dirige un gruppo che costruisce di tutto, in particolar modo  armi e sistemi d'arma: aerei, carri armati, elicotteri, cannoni, missili, radar, congegni e contromisure elettronici. E il suo gruppo prospera anche grazie alle armi che le aziende di Finmeccanica vendono ai paesi belligeranti in tutto il mondo. Mi chiedo: ma che ci fa questo signore ad un convegno organizzato da una associazione cattolica? Forse la Compagnia delle Opere, braccio industriale e finanziario di CL, si occupa anche di vendere armi? Oppure siamo di fronte alla potenza delle sponsorizzazioni?. Ad esempio, è noto che Brlusconi parlava a Rimini e.la sua Mediolanum pagava centiniaia di milioni a CL per esporre i  cartelloni. Però un conto è vendere polizze e prodotti finanziari, un altro è produrre e piazzare armi. Insomma, la decenza e la coerenza ideologica imporrebbero a CL di scegliersi sponsor meno esposti e più in sintonia con il quinto comandamento di Dio: NON UCCIDERE.


 


                    Gianfranco

lunedì 20 agosto 2007

BAM ZAHEDAN TAFTAN DALBANDIN QUETTA......

Cari AMici


 


                      Bam, Zahedan, Mir Jaivè, Taftan, Danbaldin, Quetta.... questi e tanti altri nomi mi stanno frullando per la mente. Ve ne parlerò più diffusamente nei prossimi giorni. Nel frattempo auguro a tutti un buon rientro al lavoro, senza grattacapi e tensioni.  A Dio piacendo........Inch'Allah 


 


                                                            Gianfranco

venerdì 17 agosto 2007

vier Minuten

Cari Amici,


  durante queste vacanze ho avuto l'occasione di vedere il film 'quattro minuti' ambientato in un carcere tedesco ai giorni nostri. Pensavo ad una mattonata di dimensioni galattiche, invece ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. In alcuni personaggi della vicenda, che pare tragga spunto da avvenimenti reali. ho riscontrato le stesse caratteristiche sociali e comportamentali di persone incontrate a Bollate. Insomma, tutto ilmondo è paese. Buon proseguimento di vacanze e a bien tot..


 


                       l'ex Direttore

martedì 17 luglio 2007

PRESS BASHING - 2

Cari Amici,


RICEVIAMO A TRASMETTIAMO


 


Egr. Signor Modolo,


a nome dell'Associazione Gruppo Carcere Mario Cuminetti accetto le Sue dimissioni come  volontario e dalla direzione del bimestrale 'Nuovo Carte Bollate, ringraziandola per l'opera prestata pur col rammarico di dover constatare che non c'è stata tra noi quell'intesa che avrebbe consentito una più proficua collaborazione.


Le chiedo di volermi cortesemente comunicare l'identificativo e la password del sito in cui vengono pubblicati il giornale on-line e il blog per la gestione degli stessi, comunicandole che quest'ultimo strumento non è più previsto dal nuovo progetto editoriale.


   distinti saluti                   

                               Nicola de Rienzo


Milano, 9 luglio 2007




rispondiamo via email all'avvocato de Rienzo, presidente del'Associazione Mario Cuminetti, che è proprietaria ed editrice della testata 'Il Nuovo carteBollate'.


 


Egr. Avv. Nicola de Rienzo


ricevo la Sua del 9 luglio u.s. e condivido il tardivo rammarico per la mancata intesa e per le modalità inusuali della cessazione del nostro rapporto. Per quanto attiene la questione del blog, da Lei sottolineata nella seconda parte della missiva, bisogna notare che:


1) il blog è stato attivato personalmente da me, senza alcun onere a carico dell'Associazione  Cuminetti


2) concordo che sul blog non appaiano i testi del giornale 'Il nuovo carteBollate', e pertanto provvederò al più presto alla cancellazione dei quattro numero oggi presenti in archivio.


3) per quanto riguarda il nome del blog mi sto consultando con amici legali per verificare l'autonomia o meno della denominazione del blog 'cartebollateonline' rispetto alla testata della rivista bimestrale 'il Nuovo carteBollate', tenendo anche presente l'evidente diversità del pubblico di riferimento dei due mezzi di comunicazione (il blog non è infatti accessibile a quanti soggiornano a Bollate). Qualora i pareri da me raccolti confortessero l'ipotesi di una ingiusta confusione tra il blog e il giornale  sarà mia immediata cura provvedere alla chiusura del blog 'cartebollate online' ed eventualmente all'apertura di un altro blog sensibile alle tematiche della legalità carceraria.


   Come appare evidente da quanto ho fin qui argomentato non rientra nelle mie intenzioni cedere ad altri quanto loro non appartiene.


   Le sono grato sinceramente per essere stato l'unico, tra gli esponenti dell'Associazione Cuminetti e dell'amministrazione del carcere, che abbia voluto esprimere un tardivo ringraziamento per l'anno di attività volontaria che ho svolto a Bollate con il solo sostegno dell'amico Francesco Rocchi e con la palese ostilità di persone alle quali è risultato ostico il nostro modo di interpretare la funzione di un giornale di detenuti (che, tra l'altro, ha vinto per due anni consecutivi il primo premio per la sezione 'stampa e carcere' dei giornalisti lombardi). Da altri abbiamo ricevuto soltanto minacce e insulti. Le auguro, e auguro anche ai redattori, che la nuova gestione del giornale ottenga analoghe soddisfazioni.


                  Gianfranco  Modolo


 

giovedì 12 luglio 2007

IN RICORDO DI CORSO BOVIO

Cari Amici,


                      nella mia lunga carriera di lavoro ho incrociato una sola volta Corso Bovio, e di Lui ho un ricordo esemplare. Accadde nel 1980, o giù di lì. Mi ero scontrato con il padre Giovanni, principe del Foro milanese,   perchè in un articolo da me redatto per L'Espresso sostenevo che l'avvocato Giovanni Bovio,  difensore di alcuni imputati nello scandalo dei danni di guerra (3.000 aerei che sarebbero stati venduti dalle aziende del Nord ai tedeschi tra il 1943 e 1945 e che, dicevano i promotori di questa grande querelle da 3.000 miliardi, non erano mai stati pagati, ma nemmeno prodotti, scrivevo io) era in qualche modo coinvolto nella vicenda. L'articolo si intitolava: Nella cabina di guida c'è Don Giovanni'. Giovanni Bovio mi querelò per diffamazione presso il Tribunale di Roma, ma prima del dibattimento venne a mancare. Ebbene il figlio Corso, che pure aveva il diritto di proseguire il processo fino a sentenza, chiuse  tutto in silenzio e con grande dignità. Da allora non ci siamo più incrociati, pur essendo stato nominato anche lui consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, ma in un periodo diverso dal mio. Il mio cordoglio per questa persona seria e impegnata.


 


                                L'ex Direttore

PRESS BASHING???

RICEVIAMO E TRASMETTIAMO


 


LETTERA


si risponde il giorno successivo3 luglio 2007,  via email


Egr. Dott.ssa Castellano,


   ricevo in data odierna la Vs. missiva con la quale

chiede di non pubblicare più sul blog notizie

riguardanti il carcere. Preciso che tali notizie e

commenti non sono frutto di alcuna collaborazione tra

chi scrive e chi legge questa missiva, collaborazione

troncata nell'aprile scorso. Tutto si svolge

all'esterno dell'Istituto da Voi diretto, secondo le

normali regole dell'attività giornalistica che non

rientrano nelle competenze e nella giurisdizione della

Direzione del carcere.

Per quanto riguarda la Vs. affermazione 'le sue

dimissioni da Direttore del giornale riguardano anche

la testata on line' si precisa, secondo quanto

sostengono i legali da me interpellati in proposito,

che anche qui non rientra nelle Vs. competenze

stabilire il rapporto esistente tra il blog, chi lo

gestisce  e l'Associazione Cuminetti, che è

proprietaria della testata. Sino ad oggi

l'Associazione non ha comunicato alcunchè in

proposito. Infine, secondo gli esperti di Centromarca,

sempre interpellati in proposito, potrebbe aprirsi una

vertenza  interessante di copyright qualora si volesse

dimostrare il legame tra la testata giornalistica

bimestrale 'Il nuovo carteBollate' e quella on line

del blog 'cartebollateonline'. Tanto si doveva.


         distinti saluti


         Gianfranco Modolo


 


Nessun commento, solo una considerazione su un lapsus, questo sì freudiano, a proposito dell'Associazione 'Caminetti' (e non Cuminetti come in realtà) indicata nella missiva. Caminetti perchè 'inerti', come lo sono i materiali dei camini?


 


                                                                l'ex Direttore

mercoledì 4 luglio 2007

DONNE IN CARRIERA....

Cari Amici,


   scondo fonti bene informate, nella fase di selezione del prossimo presidente di Confindustria (il mandate dell'attuale presidente Luca Cordero di Montezemolo scade nel maggio del 2008) vi saranno quasi certamente due candidate in pole position:si tratta di Diana Bracco, titolare dell'omonima impresa farmaceutica milanese, e di Emma Marcegaglia, erede dell''impresa siderurgica lombarda. Quali le possibilità di successo delle due signore, cui si contrappongono le candidature maschili di Gianfranco Cerruti (macchine grafiche), il candidato di Montezemolo,  e dell'attuale vice presidente di Confindustria Alberto Bombassei (freni Brembo)? Trioppo presto per poterlo dire. Di certo si sa che la signora Bracco è portata al dialogo e alla mediazione mentre Emma Marcegaglia è nota per la sua aggressività decisionale. Nessuno pone per altro in dubbio le qualità democratiche di queste due signore, qualità che fanno difetto a persone di nostra conoscenza che pur frequentando salotti democratici nel centro di Milano ogni giovedì sera non hanno perso il retaggio borbonico ereditato in altre sedi.


 


                            L'ex irettore

martedì 3 luglio 2007

SOLTANTO NOVE?

Cari Amici,


                            una riflessione e un ricordo sui tragici fatti di Marib: nei commenti stampa e TV sull'attentato nel centro archeologico yemenita si parla di nove vittime: sette spagnole e due yemenite. E il kamikaze islamico? Neppure un accenno: per i media dell'Occidente è soltanto  una cosa, un'entità vaga, non è quell'essere umano che, anche se per ideologie distorte, ha dato la sua vita per una causa. Non credo che l'indifferenza, oppure l'annullamento della personalità altrui sia il mezzo migliore per riavvicinare due mondi avviati da interessi ben precisi sulla strada dello scontro di civiltà (per usare una frase di Samuel Huntington, l'autore dello scontro delle civiltè, che negli anni sessanta  sosteneva che siccome i contadini vietnamiti mai si sarebbero piegati alle visioni economiche e politiche dell'Occidente, beh, sarebbe stato il caso di prendere seri provvedimenti nei loro confronti).


E ora il ricordo: ero a Marib il 20 febbraio, con altri 12 turisti italiani scortati da tre uomini in divisa, ma questi non erano militari e neppure poliziotti, bensì membri di una milizia locale. Nel nostro gruppo c'erano madre e figlio, italiani ma residenti ad Amman, che parlavano perfettamente l'arabo. Ad un certo momento il figlio mi dice: 'Sono preoccupato. Ho sentito una delle guardie dire alle altre: perchè non abbandoniamo qui i maiali (così chiamano gli occidentali perchè si nutrono di carne suina)  e li lasciamo ai nostri compagni?' Ci ha salvato ilcfatto che questo ragazzo ha iniziato a parlare in arabo con loro e questi, vistisi scoperti, hanno cambiato atteggiamento. Inch'Allah.


 


                                                       L'ex Direttore

venerdì 29 giugno 2007

SE CI SEI BATTI UN COLPO...

Cari Amici,


 


  nei giorni scorsi all'ex Direttore è pervenuto il listino prezzi dello spaccio di Bollate, gestito dalla Saep, valido per il mese di giugno. L'ex Direttore si è recato alla Esselunga di Baranzate per verificare se dopo la denuncia fatta dal giornale sulle notevoli differenze tra i prezzi dei due punti di vendita qualcuno (il Dap della Lombardia, la Direzione del carcere, insomma chi ha la responsabilità dei controlli) è intervenuto per eliminare questa grave irregolarità che pesa sulle finanze dei detenuti e costituisce una violazione della legge e delle disposizioni in vigore. L'ex direttore si è concentrato sui prodotti freschi (ortaggi, verdure e carne, frutta poca perchè a Bollate si vendono soltanto pere, mele, kiwi e banane) e ha notato quanto segue:


 


prodotto   Esselunga  Bollate  +/- %


cipolle             0,99     1,28    + 29,9

carote              0,95     0,98    +  3,1

cetrioli             0,95     1,59    + 67,4

fagiolini           1,65     3,25    + 96,9

melanzane     0,98     1,55    + 63,2

patate              2,18     2,30    +  5,5

cipollotti          1,98     3,58    + 80,8

lattuga            1,19     1,49    + 25,2

fegato vitello  9,45    13,32    + 43,1

zucchine        0,88     1,39    + 57,9

peperoni       2,15     2,45    + 13,9

Bist. manzo   6,90     9,88    + 43,0

nodini suino  6,50     6,92    +  6,5

agnello           7,32     8,43    + 15,2

petti pollo       6,79     8,60    + 25,6


 


Differenze minori sono state rilevate per pasta, formaggi, dolci e bevande. In pratica, tutto prosegue come prima, i prezzi non sono allineati. Un'unica novità: nel reparto macelleria sono aumentati i prodotti islamici (un termine che definisce le modalità di macellazione degli animali) e pertanto diminuisce la possibilità di confronto tra i prezzi dei due punti di vendita.


Insomma, nulla è cambiato rispetto a marzo: i detenuti di Bollate continuano ad essere penalizzati rispetto agli acquirenti esterni. L'ex Direttore ha chiesto ad un esperto di forniture alimentari come si possono giustificare tali divergenze sui prezzi dei prodotti freschi, mentre minori sono quelle degli altri prodotti. Ecco la risposta: evidentemente il gestore dello spaccio di Bollate non dispone di un valido sistema distributivo, per cui aumentano gli sprechi dei prodotti deperibili. In pratica il gestore dello spaccio di Bollate non avrebbe spazio in un sistema aperto a causa delle sue carenze logistiche, mentre sopravvive in quello protetto del carcere. Ma perchè i detenuti devono farsi carico delle inefficienze della Saep? E perchè il Dap non batte un colpo?


 


                                          l'ex Direttore


 


 


 


                         l'ex Direttore


 

mercoledì 20 giugno 2007

USQUE TANDEM..

 


Cari Amici, 


oggi l'ex direttore Vi guiderà per mano attraverso in un mondo nuovo, insolito, ricco di sorprese. Cominciamo da una circolare emessa dalla direzione del carcere di Bollate dell'11.06.07 che recita:


Si comunica tutta la popolazione detenuta (sic..), che intende acquistare il computer, deve attenersi ai modelli sottoelencati, con pagamento per contante.


Al di là dello svarione grammaticale il messaggio è chiaro: se volete un PC dovete acquistare per forza il modello che vi proponiamo. Nulla si dice su chi lo produce, su chi lo vende, e sulle garanzie e sull'assistenza in caso di malfunzionamento del prodotto. Non conosciamo chi lo vende, potrebbe trattarsi della solita Saep, così si dice a Bollate)  ma sappiamo bene chi lo produce. Eccovi una breve scheda della società.













Microdata Sistemi srl

Leader nell' Information Technology

Microdata Sistemi srl, nasce con l'obiettivo di costruire apparecchiature elettroniche ad alto contenuto tecnologico per applicazioni militari, paramilitari e Navali, Soluzioni ingegnerizzate e prodotte nelle sedi del gruppo per conto delle più famose aziende ed enti operanti in questo settore. La nostra ubicazione in provincia di La Spezia deriva dalla vicinanza con la più importante base militare della marina italiana: Arsenale Militare di La Spezia, e dalla vicinanza con le più famose società operanti nei settori di cui sopra. A metà degli anni 90 abbiamo deciso, di utilizzare parte delle nostre esperienze e della nostra tecnologia maturata negli anni, in una nuova attività produttiva, ad alto contenuto tecnologico e ad alto sviluppo, come quella della produzione ed assemblaggio di elaboratori portatili di fascia superiore. I nostri Notebook sono il frutto di una attenta selezione della componentistica, di una precisa e curata fase di assemblaggio con controlli qualità severissimi, tesi a realizzare una gamma di elaboratori portatili di fascia alta, dalle caratteristiche, innovative estremamente performanti ed affidabili


 


In sostanza, si tratta di una società che opera nel settore delle commesse militari dove, notoriamente, non si va tanto per il sottile in materia di prezzi ma si bada alla qualità. Va detto che i detenuti utilizzano questi Pc per lo più per visionare film di ogni genere (soprattutto di contenuto hard) e che non hanno pertanto bisogno di PC di alta gamma dalla caratteristiche innovative estramente performanti e affidabili. Oltretutto .non essendo i micronote eVista dotati  di masterizzatore, non consentono la duplicazione del DVD.


 


E passiamo al prodotto:



















































Modello


Processore


Memoria


Hard Disk


Drive


Wireless LAN Interna































Microsoft Windows XP


Microsoft Windows VISTA


Software Antivirus


FDD USB


Estensione Garanzia


Note














Prezzo



I.V.A.



Totale Ivato




    (click per acquistare)





 
15.00 







 



Proprio l'importo  proposto nella circolare della Direzione di Bollate ,  1.260 euro, pagamento in contanti per un micronote Evista.


Sulla carta la Direzione è nel giusto: consente la vendita ai detenuti di un prodotto allineato al listino ufficiale della Microdata Sistemi.  Sulla carta, perchè nella realtà prodotti con caratteristiche identiche a quelle della Microdata Sistemi  ma con di marchi ben più noti quali Acer, Asus, Fuijtsu Siemens e Dell si trovano sugli scaffali di MediaWorld al prezzo di 899 euro. Si dirà: ma qui siamo in presenza di PC customerizzati, cioè prodotti sulla base delle esigenze del cliente, e per di più di fascia alta: non devono avere porte di comunicazione, non devono consentire al detenuto di andare su Internet. Ebbene, abbiamo chiesto ad una società che produce PC customerizzati , la PcGen di Milano, di darci indicazioni sui costi in oggetto, cioè trasformare un PC di serie in uno customerizzato.  Praticamente nulli, ci hanno detto. O si interviene sul Bios, il sistema che regola il  software del Pc, e con una semplice manovra protetta da password lo si inibisce dall'attivate le funzioni pericolose, oppure si tolgono materialmente le componenti a rischio (schede lan, Wireless, Pcmcia , porte Usb) e con soli 50 euro si trasforma un Acer da 900 euro (prezzo al dettaglio, non certo al cliente Oem)  in un evista Micronote da 1.260. Il resto sono guadagni netti per chi produce  e per chi chi vende. I detenuti conoscono questo meccanismo che li penalizza a tutto vantaggio di un'azienda che lavora per la Marina e di un'altra che ha il monopolio delle vendite nelle carceri.  Ma il Dap non ha nulla da dire in proposito? Usque tandem?


                                                                                l'ex Direttore

martedì 19 giugno 2007

TASSE E ALTRE AMENITA'

Cari Amici,


 


                 avviene che un Personaggio di cui non si fa il nome, ma che ha comunque un ruolo non indifferente nel sistema carcerario nazionale, abbia  commentato con alcuni interlocutori la vicenda di carteBollate, concludendo che  l'ex Direttore, vale a dire chi scrive, era stato fatto fuori. Non sappiamo se questa frase sia stata pronunciata con  tono di compiacimento per l'esibizione di potere  oppure di simpatia nei confronti di chi ha sbagliato e ha pagato.  Gli interlocutori del Personaggio non hanno saputo interpretare le sfumature di una frase che, a dire il vero, si commenta da sola.


Dispiace a chi scrive che questo Personaggio dedichi il proprio tempo per commentare una vicenda che riguarda fatti di poco conto. Meglio sarebbe prestare attenzione alle irregolarità che avvengono in carcere a proposito dei prezzi praticati ai detenuti presso lo spaccio, irregolarità che il servizio sull'ultimo numero di carteBollate ha esposto con chiarezza  (netto contrasto con la legge 354 del 1975, il dpr 431 del 1976 e la circolare Dap del 1988). Se si prestasse attenzione a questi fatti (che si ritiene non abbiano  valore rieducativo nei confronti dei detenuti), le tasse che i contribuenti onesti versano allo Stato e che formano il monte salari del Personaggio e di altri suoi colleghi verrebbero utilizzate in modo più razionale e produttivo.


                                                      l'ex Direttore

mercoledì 13 giugno 2007

SIAMO ANCORA VIVI

Cari Amici,


 


    dispiace molto il fatto di non poterVi  fornire notizie e dati su quanto avviene a Bollate, anche se il cuore di scrive sta dalla parte dei reclusi e delle loro istanze.  Però siamo ancora vivi. In questo momento l'attenzione di chi scrive è dedicata a cose di governo, sottogoverno, pubblica amministrazione, regolamenti vari,  Parlamento,  luoghi di socializzazione ad alto livello della Milano democratica, ricostruzione di quanto è avvenuto nei mesi scorsia tutti i livelli,  nonchè  a trovare un nuovo nome per questo blog che prima a poi verrà chiuso per ovvie ragioni. A questo proposito viene fatto appello alla Vostra fantasia: urge trovare un nome che faccia riferimento a Bollate e al carcere in genere.  Grazie per l'aiuto che potrete dare


 


                                                                                     L'ex Direttore

giovedì 7 giugno 2007

RICEVIAMO E TRASMETTIAMO

 
Gentili Sig.Gianfranco Modulo,e Adriano Todaro

                                                               direzione Carte Bollate,

prendiamo atto delle vostre risposte, e comprendiamo che agli inizi occorano sempre delle messe a punto per far funzionare correttamente le cose.

Sull'argomento, tuttavia, dobbiamo precisare che il 30.3 alle 12,30, abbiamo spedito due e-mail a Modulo, indicando precisamente che i volontari e i numeri di telefono,non dovevano essere messi sul sito in cui  sicuramente poteva essere messa l'associazione.

Credo i tecnici di "Carte bollate" siete voi e, spetti a voi, evitare che ciò che deve essere un vantaggio per tutti,( come dite voi), si trasformi in un disappunto non trascurabile. Credo sia evidente a tutti che il pubblicare Nomi e N° di reperibilità, in una situazione come questa, non giovi a nessuno,ma anzi sia un modo non solo per disattendere le aspettative e creare problemi nei volontari.

Vorremmo quindi cortesemente invitarvi a togliere in breve tempo i nomi e i numeri di telefono come indicato nell'e-mail del 30.3 e come chiaramente espresso nell'ultima riunione.

Credo inoltre che il coordinamento,più che sul blog,debba avvenire così come avvenuto nell'ultimo incontro, scambiandoci attività e coordinandoci tra di noi nelle giornate o nelle attività e nei reparti che condividiamo. Tanto più che eessendo volontari, a volte le cose cambiano con maggior frequenza di quanto può essere inserito sul blog. Con questo ribadiamo che il "Blog", può essere sicuramente utile ma deve essere gestito nell'interesse di tutti, sopratutto per coloro per cui si fa tutto questo, e che sicuramente non accedono molto facilmente a Internet.

Devo anche informarvi che se si mette il nome di uno dei volontari, ad esempio il mio, la prima cosa che viene individuata su internet è la scheda con tutti i volontari dell'associazione con numeri di telefono ecc. Vorrei invitarvi, come tecnici dell'informazione, di togliere anche questa indicazione o altre che per il momento non siamo in grado di conoscere.

Credo peraltro che questo sia un atto dovuto.

Siamo certi che nel comune interesse che ci lega, vogliate provvedere con cortese urgenza in tal senso, dandocene comunicazione.

Restiamo in attesa di una Vostra azione in tal senso, garantendo quindi tutti noi da questo incidente di percorso.

Cordiali saluti.


Come richiesto, l'ex Direttore ha tolto ogni indicazione:sul Blog non compaiono più nomi e numeri telefonici e indirizzi email delle organizzazioni di volontari. D'ora in poi i collegamenti tra le organizzazioni dei volontari che fanno capo a Bollate saranno curati in altro modo. Il blog non è più disponibile per aiuti che vengono male interpretati e sollevano critiche. Come male interpretato è il cognome dell'ex Direttore, MODOLO, non Modulo.


             L'ex DIrettore

lunedì 28 maggio 2007

IDENTIKIT 2

Cari Amici,


                   Vi trasmetto ancora qualche elemento  sulla questione di cui si é occupato l'ultimo numero di carteBollate, vale a dire i prezzi dei prodotti venduti allo spaccio interno del carcere gestito dalla società Saep. Il testo che segue dovrebbe chiarire il quadro giuridico che riguarda circa 40.000 detenuti delle carceri italiane.


4) Sopravvitto

Riferimenti normativi:

- Legge 26 Luglio 1975, n° 354 (Ordinamento Penitenziario), art. 9, comma 7 (Alimentazione):

"Ai detenuti e agli internati è consentito l’acquisto, a proprie spese, di generi alimentari e di conforto, entro i limiti fissati dal regolamento. La vendita dei generi alimentari o di conforto deve essere affidata di regola a spacci gestiti direttamente dall’Amministrazione Penitenziaria, o da imprese che esercitano la vendita a prezzi controllati dall’autorità comunale.

I prezzi non possono essere superiori a quelli comunemente praticati nel luogo in cui è sito l’Istituto. Una rappresentanza dei detenuti o degli internati, designata mensilmente per sorteggio e integrata da un delegato del direttore, scelto tra il personale civile dell’Istituto, controlla qualità e prezzi dei generi venduti nell’Istituto."

- D.P.R. 29 Aprile 1976, n°431 (Regolamento di esecuzione), art. 12, comma 6 (Controllo sul trattamento alimentare e sui prezzi dei generi venduti nell’istituto):

"La direzione richiede mensilmente all’autorità comunale informazioni sui prezzi correnti all’esterno, relativi ai generi corrispondenti a quelli in vendita da parte dello spaccio e mette a disposizione della rappresentanza dei detenuti e degli internati le informazioni ricevute."

- Circolare D.A.P. 27 Aprile 1988 n° 687465. 1/3 (Sopravvitto detenuti):

"Si invitano le SS. LL. ad eseguire costanti, puntuali e penetranti controlli in ordine al servizio del sopravvitto detenuti. Particolare attenzione dovrà essere posta in merito ai prezzi praticati che, in osservanza all’ultimo comma dell’art.12 del Regolamento di Esecuzione, andranno confrontati con le informazioni sui prezzi correnti all’esterno, richiesti mensilmente all’Autorità comunale locale…"

"La tariffa di tutti i generi posti in vendita [Mod.72], dovrà essere diffusa all’interno delle sezioni, costantemente…"

"Oltre ai suddetti generi come è noto, i detenuti potranno procurarsi, nel rispetto dei limiti di spesa e facendone richiesta mediante la "domandina" [Mod. 393], generi ed oggetti non tariffati…"

"È indispensabile, quindi, che anche i prezzi di tali particolari forniture, vengano controllati da personale incaricato dalle SS. LL., affinché sia verificato che non superino quelli praticati nei negozi più modesti del luogo e che non prevedano alcuna percentuale di aumento…." "Le SS. LL. saranno ritenute personalmente responsabili degli adempimenti sopraindicati.".


Questi i riferimenti normativi. Grazie per l'attenzione


 


                                                                                         l'ex Direttore


 


 

sabato 26 maggio 2007

IDENTIKIT 1

Cari Amici,


                         ma chi è la Saep, la società che gestisce lo spaccio interno nel carcere di Bollate e che pratica ai detenuti prezzi non propriamente in linea con quelli della Esselunga di Baranzate,  contravvenendo  al regolamento carcerario? Abbiamo interpellato il Cerved, il cervellone di Padova che fornisce dati aggiornati su tutte le società italiane e sui loro proprietari.  E questo ci è stato comunicato. Operano in Italia almeno 26 Saep, una per ciascuno dei ventisei  carceri serviti dal gruppo: otto in Lombardia, i tre carceri milanesi, Pavia, Vigevano, Voghera, Monza, Lodi, gli altri nel meridione, soprattutto Sardegna, Basilicata, Campania. La capogruppo, fondata nel 2001,  ha sede  a Balvano , Potenza, capitale versato  479.310 euro,  e come scopo sociale si occupa di forniture a case di pena, convivenze, commercio all'ingrosso di prodotti vari. A sua volta la capogruppo Saep fa capo alla TOTOSI' Holding,  una srl fondata nel 2005 controllata dalla famiglia  Tarricone, e Carlo Tarricone , nato in Venezuela nel 1965, è  l'amministratore unico della Saep capogruppo nonchè della TOTOSI'. Dati di bilancio relativi al 2004 per la Saep: fatturato 18,5 milioni di euro, utili per 24.000 euro, parametri finanziari (Roi, Roe, Ros) del tutto modesti. 


Carlo Tarricone è anche amministratore delegato di alcune società, quali GIOCO 2000, MEDUSA, TOTOCAROVIGNO di Roma, TOTOCASTROVILLARI, TOTO SANVITO DEI NORMANNI, che gestiscono attività riguardanti il gioco d'azzardo. In pratica, la Saep e le sue consorelle operano grazie agli appalti pubblici, forniture di prodotti alimentari alle carceri italiane, e alle licenze anch'esse concesse dallo Stato per la gestione del  gioco d'azzardo


In conclusione, ci si augura che la Saep si comporti  negli altri 25 carceri in cui opera in maniera più regolare rispetto a quanto succede a Bollate. Ma è proprio così?


 


                                                          l'ex Direttore

venerdì 25 maggio 2007

ULTIMO NUMERO CARTEBOLLATE

Cari Amici,


 


                             dopo una lunga assenza l'ex direttore è nuovamente operativo (che brutta parola, ma pare che oggi si dica così). Grazie alla collaborazione di tutti è stato caricato sul blog l'ultimo numero del giornale. Per leggerlo dovete cliccare sulla prima icona dell'archivio e si aprirà il numero '4', che porta in copertina un disegno riguardante i cavalli. A giudizio dell'ex direttore il pezzo forte del numero è costituito dall'articolo su 'Carcere e soldi', riguardante i prezzi praticati dalla società che gestisce lo spaccio interno del carcere. Questi prezzi, basta vedere le tabelle, in alcuni casi risultano superiori a quelli praticati nel vicino supermercato Esselunga di Baranzate. Ricordiamo che in base al regolamento carcerario i prezzi dovrebbero essere allineati.  Buona lettura.


 


                l'ex Direttore                                               

giovedì 10 maggio 2007

DIMISSIONI/2

Cari Amici,


 


                  ieri l'ex Direttore ha consegnato di persona la lettera di dimissioni 'irrevocabili' da Direttore della testata carteBollate al presidente della Associazione Cuminetti, che ne é l'editore. Le dimissioni sono state accettate. Cinque rappresentanti dell'Associazione e l'ex direttore hanno quindi preso parte ad una riunione con la redazione che ha preso atto dell'accaduto. Tanti auguri al nuovo Direttore e ai redattori.


 


                                                   l'ex Direttore

martedì 8 maggio 2007

Adriano Todaro

riceviamo e pubblichiamo


 


Sono il precedente direttore di carteBollate, Adriano Todaro. Leggo con stupore che le dimissioni di Gianfranco Modolo, adombrate giovedì scorso, oggi sono definitive. Nella scorsa riunione di redazione avevamo stabilito un percorso che aveva come punto centrale la riunione di giovedì 10 maggio con l’Associazione Cuminetti, formalmente editore del giornale. Sembra che in questo lasso di tempo ci siano stati altri incontri così da arrivare alle dimissioni non più adombrate, ma reali. Questo è un metodo inusuale perché la redazione doveva conoscere tutte le fasi (e partecipare) delle varie riunioni. Sono convinto che ci sia ancora spazio per discutere di questa brutta vicenda e tentare una mediazione che non significa capitolazione da parte di qualcuno, quanto piuttosto chiarezza sul proprio operato. Quando si dà una notizia deve sussistere il principio e il requisito dell’essenzialità dell’informazione. Su questo dobbiamo discutere, su questo e sulla rettifica che Modolo ha fatto il giorno seguente. Sta a noi decidere se questo giornale deve continuare ad esistere, se la grande esperienza e la potenzialità che hanno acquisito in questi anni i detenuti-redattori deve continuare o meno. Non soltanto per loro, ma anche per chi, sfortunatamente, verrà in seguito in questo carcere. Sta a noi tutti − direttore del giornale, redattori, editore, direzione del carcere − decidere se far trovare a loro il deserto comunicativo, oppure uno strumento importante per la loro crescita. Non ringrazio Gianfranco Modolo perché, ripeto, credo ci sia ancora spazio di recupero ed io, giovedì 10 maggio, sosterrò queste tesi. Termino ricordando solo che la libertà d’informare e di essere informati è diritto costituzionale. La democrazia in un Paese moderno, si misura su queste libertà. Senza questi diritti, non c’è democrazia. Quando chiude un giornale, muore sempre un pezzetto di libertà.


Adriano Todaro

lunedì 7 maggio 2007

DIMISSIONI

Cari Amici


 


   questa sera un esponente dell'Associazione Cuminetti, proprietaria del giornale carteBollate,  ha comunicato al Direttore che a seguito della notizia data in modo erroneo del morto in carcere della scorsa settimana si rendono indispensabili le sue dimissioni. Il Direttore ha accettato la richiesta dell'Associazione Cuminetti, di cui è socio. Con la pubblicazione del prossimo numero di carteBollate, cui farà seguito il  supplemento in lingua araba, attualmente in fase di stampa, cessa  la collaborazione del Direttore con la redazione del giornale. A Bollate il DIrettore era arrivato il settembre scorso a seguito delle dimissioni del precedente responsabile, Adriano Todaro. Il DIrettore ringrazia quanti hanno collaborato con lui in questi mesi per redigere il giornale, i redattori interni, il  grafico Alessandro De Luca,  Adriano Todaro,  Francesco Rocchi, chi ha donato computer, chi ha fornito assistenza tecnica e morale, chi ha suggerito idee come Franco Corleone, Paolo Gambescia, Gaetano Pecorella,  e altri.   Ringrazia anche il giornale La Repubblica che ha fornito alla redazione gli strumenti indispensabili per restare aggiornati e ha contribuito non poco a creare un'atmosfera positiva intorno al problema della detenzione.  Ringrazia anche gli amici che hanno fornito il supporto tecnico per la realizzazione di questo blog, che come il giornale passerà sotto la gestione del nuovo Direttore, al quale vanno già sin da ora i migliori auguri.. 


                                            L'ex Direttore

giovedì 3 maggio 2007

RETTIFICA

Cari Amici


 


                        in merito alla notizia di ieri sul decesso avvenuto il 30 aprile scorso nel carcere di Bollate, si precisa che si tratta del quarto morto dall'inizio dell'attività del carcere, e non dall'inizio dell'anno come erroneamente riportato.  Egualmente erronea era la notizia di detenuti che avevano riportato lesioni permanenti per effetto di tentati suicidi. Ci scusiamo con i lettori, con l'amministrazione del carcere e con i detenuti per quanto avvenuto, aggiungendo che episodi del genere non avranno più occasione di verificarsi.


                                                      Il Direttore


                                       

mercoledì 2 maggio 2007

UN ALTRO MORTO A BOLLATE

Cari Amici,


 


                                 Antonio Diviccaro 28 anni, tossicodipendente, ospite del secondo reparto del carcere di Bololate,  é mancato  nel reparto Infermeria il 30 aprile scorso. Causa del decesso: probabilmente una sincope cardiorespiratoria dovuta ad un afflusso eccessivo di gas uso cucina che i detenuti aspirano da una bombola dopo aver avvolto il capo in un sacchetto di plastica per provare emozioni 'forti'. Un uso improprio del gas  che solo a Bollate ha già provocato dall'inizio dell'anno quattro morti e lesioni permamenti ad  un altro numero imprecisato di reclusi. Non si sa se la morte di Diviccaro sia stata provocata da un uso errato del gas (un'assunzione troppo forte e prolungata) oppure dalla sua volontà di farla finita. Sarà un'inchiesta ufficiale a chiarire il dubbi. Diviccaro, che sarebbe uscito l'anno prossimo, lascia moglie e un figlio di 18 mesi, ai quali vanno le sentite condoglianze della redazione di carteBollate.


 


                                                                                           Il Direttore

martedì 1 maggio 2007

DDR KAPUTT

Gelobte Freunde,


                       Il Direttore ha visto il film 'La vita degli altri' ed è ringiovanito di 40 anni, rivivendo i luoghi, i colori, le sensazioni di quando studiava a Berlino e doveva convivere con la Stasi che registrava e spiava tutti gli studenti stranieri che vivevano nella capitale tedesca. Se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di vedere questo film di ampio respiro e con un ritmo serrato e avvincente. Chiederete: perché il Direttore si professa ancor oggi 'marxista' nonostante' l'atmosfera terribile che esala da questa  ricostruzione del socialismo reale  che non è contestabile perché del tutto veritiera? Ma perchè la DDR, come l'Urss e gli altri sistemi comunisti dell'Europa orientale, di Cina e Corea  non hanno voluto cogliere  gli aspetti nobili dell'ideologia marxista, ma l'hanno deformata, stravolta, corrotta a uso e consumo delle proprie classi dirigenti sino alle degenerazioni che hanno poi causato la fine di quei regimi. Speriamo che il prossimo esperimento di  stato sociale eviti gli errori delle trascorse generazioni.


                Hochachtungsvoll, aber nicht zur Befehl


                                                                            Der Direktor


                                                         


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

domenica 29 aprile 2007

Viva il Marocco

  Cari AMici


 


    nella corsa Vivicittà , maratona podistica svoltasi la settimana scorsa all'interno del carcere di Bollate grazie al patrocinio dell'uISP si é assistito al trionfo degli atleti marocchini che si sono piazzati ai primi tre posti. Hanno percorso i 9 chilometri del percorso (comprensivi di una scala ripida da spaccare le gambe, in poco più di 14 minuti, una media che gli addetti ai lavori hanno definito soddisfacente. Alla gara hanno partecipato 60 atleti, ma le richieste di partecipazione sono state ben più  numerose. La mancata iscrizione alla gara é stata motivata da ragioni di salute: alcuni degli atleti non sarebbero stati in perfette condizioni fisiche. Dopo lo sport un rinfresco. E la domenica é finita in allegria.


 


                  Un caro saluto e buon ponte di fine aprile


 


                                              Il  Direttore (che resta a casa)

venerdì 27 aprile 2007

Canto d'amore

Cari Amici,


                               Lontana,


                              così ti sento


                              forse,


                             questo voglio...


                             mentre....


                            un minuto


                            é duro


                            a morire.


                           Anche i colori


                          incontrano barriere,


                         si vestono


                         di nero


                       se l'ombra


                       di te


                       è sola.


                                                                       Dal carcere


 


                                                                                                             Il Direttore


                      


                  

 


 


Cari Amici,


 


POTENZA DELLO SCHERMO  E PREGIUDIZI


 


Il progetto della Commissione Cultura di portare gli studenti qui a Bollate  per un confronto con la reale situazione nelle nostre carceri ha ottenuto buoni risultati. Nel corso di cinque visite, avvenute tra gennaio e aprile, sono entrati a Bollate circa 160 studenti di scuole medie superiori ( liceo Marie Curie di Tradate, liceo Sacro Monte di Varese e Istituto Maffei di Lodi ) accompagnati da una quindicina di professori. Secondo me l’esperienza è stata abbastanza positiva: i ragazzi avevano molti pregiudizi verso le carceri italiane ed una visione assai distorta della realtà, forse perchè influenzati dai film americani sui luoghi di detenzione. Si immaginavano le carceri come luoghi caratterizzati da estrema violenza, con risse, pestaggi tra detenuti, a loro volta pestati o torturati dagli agenti, pensavano a luoghi di eversione e di traffici interni, segregazione, mense con grandi tavoloni, detenuti vestiti con divise uguali e numerate etc. etc. Forse alcuni di loro pensavano di venire allo zoo, uno zoo umano: invece sono rimasti sorpresi dall’umanità e dalla sensibilità delle persone con cui sono venuti a contatto.


                             FRANCESCO, ospite di Bollate


 


 

giovedì 26 aprile 2007

Cari Amici


 


             vi espongo una riflessione suggeritami dal discorso di un anziano detenuto di Bollate in merito allìepisodio del Cavaliere ripreso in Sardegna in compagnia di 5 avvenenti fanciulle. Beh, mi ha detto, ai nostri tempi ci si esaltava per Mao Tze Tung che nuotava, nonostante fosse  ben avanti degli anni, nel fiume Giallo. L'importante era dimostrare al mondo che il grande capo aveva ancora un buon fisico. Cambiano i tempi e i modi....Il Nostro, a 71 anni,  dimostra la stessa vigoria in altro  modo. Ma, nel frattempo è arrivato il Viagra..


 


                                            il Direttore

 


CPri Amici,


 


                     qualche giorno fa a proposito del Tesoretto di 4 miliardi di euro che il governo dovrebbe distribuire ai meno abbienti il Pinocchietto di turno, in questo caso il membro della Bce Lorenzo Bini Smaghi, ha detto che bisogna risparmiare per abbattere il debito. Quindi non c'è nulla da spendere. Ma chi deve risparmiare? I pensionati con 500 euro al mese? I giovani dei call center che ne guadagnano 800? Ma perchè questo Pinocchietto non si è fatto sentire quando le banche (dalle quali dipende, per inciso)  truffavano decine di migliaia di risparmiatori con le obbligazioni di Argentina, Cirio e Parmalat,  il tutto per 20 miliardi di euro? Perchè non ha protestato quando l'allora governatore Fazio intrecciava dialoghi notturni con il banchiere Fiorani? Vabbè, consoliamoci, Bini Smaghi ha perso un'ottima occasione per stare zitto. Alla prossima.


 


                              Il Direttore

Cari Amici,


 


       scusate per l'assenza, ma il Direttore trascorre qualche giorno di riposo dove non riesce a collegarsi ad internet. Dovrebbe arrivare il wi-fi di Eutelia, ma per ora tutto é bloccato. Il iDirettore vorrebbe sottoporre all'attenzione di quanti frequentano questo blog le impressioni di un detenuto che quando esce in permesso e si reca in famiglia continua a considerare il carcere come la sua casa.


 E’ sconcertante constatare - scrive - come dopo lunghi anni di detenzione, lunghi periodi d’assenza dalla propria casa, nel momento stesso nel quale ci dovrebbe essere l’euforia di un ritorno, invece ci si trovi ad affrontare un senso di incompletezza, di velato disagio interiore, un sentirsi fuori luogo che rasenta l’assurdo.


Come si può patire un’interferenza così acuta e incisiva, ascoltare una pressione che invade il nostro "io" più intimo, proprio nel luogo più spirituale per noi, quello rappresentato dalla nostra cas? Case grandi come città sono diventate improvvisamente strette, troppo minuscole per contenere la presenza dettata da un permesso premio o da quant’altro si possa elencare nella libertà part-time. Ho sentito detenuti descrivere la casa dove sono cresciuti con i genitori e con altre figure familiari come bellissima, affascinante, una "bella storia", ma nello stesso momento ho appreso, smarrito, che per quelle stesse persone emozionalmente la vera casa era il carcere, proprio quel luogo che ha costretto in una cella la giovinezza, le energie e l’entusiasmo per la vita.


Comincio a credere che in noi reclusi si crei una sorta di dipendenza dal carcere, una sindrome così intensa da divenire dominante sul resto, una dimensione di se stessi che ci avvicina alla cella anche senza volerlo. Nasce inconsciamente uno status di dipendenza che proprio per il fattore tempo trasforma la cella in una simbiosi con la personalità e e la struttura esistenziale dell’individuo carcerato: a confronto la sindrome di Stoccolma potrebbe solo impallidire.


                   Ecco, le sensazioni negative del carcere restano anche al di fuori ddelle mura di cinta, viene smarrita l'identità più immediata.


 


                 Il Direttore


 

mercoledì 18 aprile 2007

 


   Cari Amici,


 


                               una grande multinazionale, ma proprio grande, ogni anno avvia  i propri dipendenti alla conoscenza dei gruppi esclusi dalla società civile. In quest'ambito alcuni suoi impiegati verranno a Bollate in maggio per conoscere la realtà del carcere. Gli impiegati effettueranno opera di volontariato aiutando i detenuti a dipingere la sala colloqui, mentre la multinazionale offrirà un contributo per le spese della giornata (catering e vernice).


Ecco allora la proposta del Direttore, che voi lettori affezionati di questo blog dovreste diffondere presso i vostri amici e le vostre aziende: perchè non seguire l'esempio di questa multinazionale, di cui per ora non facciamo il nome?  Potrebbe essere un deterrente per impedire comportamenti illeciti, ma potrebbe anche innescare un meccanismo positivo: invece dei business safari, dove i top manager amano portare i propri dirigenti per addestrali su come affrontare gli imprevisti, avremo le 'jail convention' per far conoscere loro quanti non hanno avuto successo, ad ogni livello.  Lasciate i vostri commenti, il Direttore li girerà a chi di dovere.   Grazie


 


                             Il irettore