martedì 31 agosto 2010

Dell'Utri..

Cari Amici,


c'è qualcuno che non ha paura di gridare in faccia a Dell'Utri: 'Mafioso'. In questo mondo di pecoroni e conformisti ci sono persone che ancora ritengono che la prepotenza e l'arroganza non devono prevalere. Nel leggere queste notizie mi si è risollevato il morale.


Un caro saluto


                                                                       Gianfranco

La Cina è vicina....

Cari Amici,


 


riprendo dalle agenzie:


Questa mattina dalla Cina è giunta la voce della scomparsa del capo della Banca del Popolo cinese, Zhou Xiaochuan. Il governatore dell'istituto sarebbe scomparso a seguito di una perdita di 430 miliardi di dollari sui titoli di stato Usa. Secondo un'agenzia di stampa di Hong Kong, Zhou Xiaochuan avrebbe lasciato il paese e sarebbe volato in America. I rumors non hanno trovato alcuna conferma al momento, ma si sono diffusi intensamente nel Paese tanto che sarebbe stata bloccata la ricerca del nome Zhou sui motori di ricerca in Cina. Le ultime voci arrivano da Bloomberg, che riporta l'intervento del ministro dei Servizi finanziari giapponese, Shozaburo Jimi. Quest'ultimo avrebbe incontrato ieri il governatore della Banca centrale cinese a Beijing, smentendo così la presunta scomparsa di Zhou.


Se fosse vero, l'alto dirigente cinese avrebbe bruciato un terzo delle riserve nazionali in dollari, appunto 430 miliardi, in avventate manovre finanziarie in combutta con qualche straniero, probabilmente americano. Uno scippo di penna di proporzioni galattiche, tale da far impallidire i malavitosi di Wall Street e dintorni. In passato sono scoppiate guerre per molto meno. Speriamo che si tratti di una bufala.


Un caro saluto


                                               Gianfranco

lunedì 30 agosto 2010

Allah u Akbar...

Cari Amici,


l'Europa sia islamica, dice il leader libico Gheddafi nel corso della sua visita a Roma. Forse intende che vengano aperte le porte dell'Unione Europea alla Turchia, che diverrebbe il terzo paese islamico d'Europa dopo Albania e Kosovo. Non credo che Gheddafi punti a conversioni in massa dei cristiani, sarebbe al di sopra di ogni sua speranza.

Resta invece il problema degli investimenti incrociati tra Italia e Libia e degli affari personali tra Berlusconi e il rais libico. La Libia ci vende gas e petrolio, materie prime che in tutto il mondo si prestano per gli importi che coinvolgono a vorticosi giri di mazzette. Il meccanismo, già collaudato con il gas algerino che arriva in Italia e con quello russo, è sempre lo stesso: tra chi vende, Libia, e c hi compra Italia, viene creata una società mista con sede in un paradiso fiscale che compra il gas libico e lo vende al cliente italiano (Eni, Edison, A2A etc.) trattenendo per se una commissione cospicua per questa intermediazione. I proventi della società offshore, del tutto ingiustificati perchè il passaggio di petrolio e denaro potrebbero essere diretti, vengono poi ripartiti tra i politici a capo dei due paesi, i responsabili delle aziende che comprano e vendono, e anche qualche alto papavero dei rispettivi eserciti. A tutto danno del popolo libico, che incassa meno di quanto potrebbe, e di quello italiano che paga il gas e il petrolio più del dovuto.

Direte, ma queste sono frottole. Rispondo: vi siete mai chiesti perchè il gas algerino per arrivare in Italia passa dalla Tunisia? L'accordo per il gas algerino fu firmato tra Craxi e il leader socialista tunisino Burghiba, non a caso.

Aggiungiamo l'interesse di Berlusconi di aprire TV commerciali nel Maghreb e siamo di fronte ad un completamento di interessi tra le due parti che conosce ben pochi ostacoli.


UN caro saluto e un buon avvio di settimana

                                                                                                           Gianfranco


 

domenica 29 agosto 2010

Il mondo di Marchionne..

Cari Amici,


  ho letto e riletto il discorso di Marchionne al festival di CL di Rimini. Ho letto soprattutto il passo dove dice che lui intende dare al Paese la possibilità di andare avanti. Ecco, credo che questo sia un punto di riflessione: avanti dove? Dove deve andare il Paese Italia nelle intenzioni di Marchionne? Avanti verso un mondo di crescenti diseguaglianze sociali (come dimostrano i dati della Bri che ho pubblicato la settimana scorsa)? Un mondo dove i poveri e i senza lavoro devono restare inascoltati e soli nella loro disperazione mentre i potenti aumentano le stockoptions e i privilegi? Un mondo di rancori, di incomprensioni, di indifferenza?

  No, io questo mondo non lo voglio. Forse sarà la demagogia ad ispirare queste mie parole (o forse il timore che prima o poi questi  diseredati trovino il loro Masaniello o Hitler di turno), ma mi riesce difficile sopportare il dolore del prossimo con indifferenza. Non so come voi la pensiate. Quelli che sono di estrazione cristiana forse saranno dalla mia parte, quelli che si collocano a 'sinistra' mi capiranno, quelli che sono disposti a passare sulla pelle del prossimo per raggiungere non ben definiti orizzonti di prosperità e benessere comune mi ostaggeranno e diranno che sono un visionario.


Un caro saluto e un buon avvio di settimana (per chi ha il lavoro)

  

                                  Gianfranco

                 


 


 

sabato 28 agosto 2010

Nonni e nipoti....

Cari Amici,

                  spendiamo poco per le famiglie e i bambini, e troppo per i vecchi. Siamo dunque un paese di vecchiacci prepotenti e di giovani disperati. Questo ci dicono le ultime statistiche del nostro ministero dell'economia. Vediamole.


 In Italia si spende per famiglia e maternità l'1,4% del Pil (dati 2009), uno dei livelli più bassi in Europa anche se rispetto al 2007 (1,2%) il trend è leggermente in ascesa, negli anni precedenti si dava ancor meno ai giovani.In Francia siamo al 2,5 per cento, in Germania al 2,8, in Danimarca al 3,7. E poi ci meravigliamo che oggi i nostri figli non vogliono, o non possono, più sposarsi. Non a caso nel nostro paese nel nostro Paese la quota per la famiglia e la maternità, nell'ambito della spesa per welfare, pesa il 4,7% (in Polonia il 4,5%). Mentre la media complessiva dei Paesi europei è dell'8%. Si, avete capito bene l'8 per cento.

E passiamo ai nonni.  La spesa per invalidità, vecchiaia e pensioni ai superstiti è invece più elevata (17,1%) che negli altri Paesi: la media dei 15 è pari infatti al 14% e quella dei 27 è del 13,7%.

  Ha un futuro un Paese come il nostro che privilegia i vecchi a scapito dei giovani?


Un caro saluto e un buon fine settimana

                                                                                         Gianfranco

venerdì 27 agosto 2010

Moratti

Cari Amici,


   non scrivo di Inter, squadra di calcio che orbita attorno alla famiglia Moratti, e nemmeno del sindaco di Milano, Letizia Bricchetto in Moratti, che ho conosciuto come assicuratrice e non come donna politica. E non accenno nemmeno a  Milly Moratti, protagonista dei salotti milanesi. No, scrivo di Saras, l'azienda petrolifera della famiglia. Qualche anno fa i Moratti hanno piazzat in Borsa una quota di azioni Saras a 6 euro, ripeto 6 euro l'una e si sono trovati circa 10.000 nuovi piccoli azionisti. Oggi il titolo vale 1,35 euro e , dicono gli analisti, viaggia su un trend fondamentalmente ribassista. Invece di bruciare miliardi per le gambe dei calciatori Moratti non avrebbe fatto meglio a ricomprarsi le azioni della Saras in Borsa evitando di penalizzare eccessivamente chi gli ha dato fiducia? Sempre che questi piccoli  azionisti non siano anche tifosi dell'Inter. Nel qual caso un piccolo contentino l'avrebbero avuto.


Un caso saluto


                                                    Gianfranco

Partouze...

Cari Amici,


  leggo dai giornali di ammucchiate politiche estive di vari colori e dimensioni, tutte mosse da un'unica motivazione: l'antiberlusconismo. Sembra che l'opposizione non abbia che un progetto, far fuori Berlusconi, cacciare l'oggetto strano calato nella politica e  chiudere una fase di potere politico-economico a dir poco inquinato.

  Questo fronte composito, che spazia dai finiani agli ex rifondaroli, non ha molte possibilità di successo in caso di elezioni. Si scontra con un'opposizione anch'essa legata da una sola motivazione, il potere fine a se stesso. A vantaggio del Pdl e della Lega c'è il fatto di tenere le redini del governo nel momento delle elezioni e di saper inviare messaggi rozzi ed efficaci che vellicano gli istinti meno nobili degli elettori.

  Il qauadro politico così ingessato potrebbe modificarsi soltanto in presenza di eventi traumatici, quali la crisi finanziaria incombente, in grado di far comprendere agli elettori che occorre cambiare pagina. Domanda: è auspicabile una catarsi finanziaria per farci ritrovare la passione politica?.


Un caro saluto e un buon fine settimana

                                                                                    Gianfranco

giovedì 26 agosto 2010

Napolitano e Marchionne

Cari Amici,


 ha fatto bene il Presidente della Repubblica a prendere pubblicamente posizione sul caso Fiat? Oppure ha perso un'ottima occasione per tacere? Di che si impiccia il Capo dello Stato? Perchè interviene su un caso giudiziario ancora aperto e dai contorni non chiari? Attenda serenamente l'esito della vicenda e non ficchi il naso in questgioni più grandi di lui, dicono i suoi oppositori.


Al di là delle polemiche politiche e sindacali resta il fatto che Marchionne, e con lui buona parte della Confindustria, intende modificare profondamente le relazioni sociali nel mondo del lavoro. Agita la scure della delocalizzazione per cancellare alcune conquiste dei lavoratori ma soprattutto per ridurre il ruolo della Fiom nel mondo sindacale.


Ha ragione, ha torto? I nostri lavoratori godono di privilegi che i colleghi di altri paesi non hanno più? Veramente il nostro sindacato è un'isola felice che galleggia tra le difficoltà degli operai che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese? La tattica del 'divide et impera' , in questo caqso allontanare i lavoratori dai loro rappresentanti,  funziona sempre. Ma sempre tatica è, la strategia ci insegna qualcosa di diverso. Vediamo


Secondo un recente studio pubblicato dalla Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, nel 1983, all'apogeo della Prima Repubblica, la quota del prodotto interno lordo italiano intascata alla voce profitt, era pari al 23,12 per cento. Di converso, quella destinata ai lavoratori superava i tre quarti. Venticinque anni dopo la quota dei profitti sale al  31,34 per cento del Pil, quasi un terzo. Ai lavoratori, rimane  in tasca poco più del 68 per cento della ricchezza nazionale. Otto punti in meno, rispetto al 76 per cento di vent'anni prima.


Dunque, negli ultimi 25 anni i profitti hanno tolto spazio al lavoro. E allora, di che si lamentano Marchionne, Marcegaglia e compagni? Parlano di inefficenze del nostro sistema produttivo, che ci sono, è vero, ma gli utili continuano a crescere. Vorrebbero più produttività, a scapito dei posti di lavoro. Non sarebbe il caso di ripensare con serietà come ricostruire l'intero sistema delle relazioni socioeconomiche nel Paese?


Un caro saluto


                                            Gianfranco


    

mercoledì 25 agosto 2010

Dossetti e Berlusconi

Cari Amici,
leggo e vedo commenti spietati sulla polemica tra Pdl e cattolici: si è arrivati a parlare di pornografia politica in merito alle posizioni di chi ha scritto che il berlusconismo ha diviso la comunità cattolica italiana.

Mi ricordo che tanti anni fa presi parte ad un convegno dell'anziano don Giuseppe Dossetti  su Tv commerciali e moralità pubblica. Mai ho avuto occasione di assistere ad attacchi così furibondi nei confronti di Berlusconi, che ancora non era entrato in politica, sul problema dell'influsso dei nuovi media sulla pubblica moralità, sulla minaccia che essi portavano ai valori fondanti della democrazia, del buon vivere, dell'uguaglianza socviale e del rispetto della Costituzione. Non si erano mossi con tanta decisione i comunisti, la sinistra in genere e nemmeno la DC, quasi che Canale 5 li avesse ammaliati tutti. Riporto questo passagio dalla biografia ufficiale di Dossetti: "Quando Berlusconi compare sulla scena politica italiana Dossetti, temendone le implicazioni anti democratiche, rientra in politica attiva. In questo ambito, che coincide anche con l'ultima fase della sua vita, Dossetti non manca di ricordare quanto siano importanti non solo i valori componenti la Costituzione ma la Costituzione stessa e tenta di difenderne strenuamente i principi fondando i Comitati per la difesa della Costituzione.".
Aveva ragione Dossetti? E perchè il Vaticano non si mosso e i cattolici italiani non si sono indignati? Perchè molti ex DC militano nel PDL? La risposta non è facile, qualcuno dovrebbe fare un esame di coscienza.
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 24 agosto 2010

il mistero dello yen

Cari Amici,


da tempo sostengo che tra breve si scatenerà una nuova crisi finanziaria. Adesso ne ho la riprova: lo yen continua a rafforzarsi; rispetto a euro e dollaro è ai livelli massimi da 15 anni. E questo mette in crisi il Giappone, che sostanzialmente vive di export legato alla deolezza della propria moneta.

Come mai sale lo yen? Semplice, è la legge della domanda e dell'offerta, qualcuno lo compra. Ma chi investe in una moneta che non rende e non ha prosettive future? La grande speculazione, ovviamente, che si indebita in yen a costi ridicoli (il prime rate è allo 0,25 per cento) per speculare su dollaro, euro, oro e Borse. Quindi, più lo yen sale, più cresce l'attività degli speculatori che in questo momento puntano sulla spaccatura del sistema euro. In sostanza stanno facendo il pieno per picchiare duro più avanti. Chi lo ha capito compra bund e oro, chi non lo ha capito litiga in politica e minaccia sfracelli. Proprio il gioco della speculazione.

Un caro saluto

                               Gianfranco

Alle urne, alle urne

Cari Amici,


   tra insulti e contumelie si profila sempre più consistente l'ipotesi elettorale. Ma si andrà veramente al voto a dicembre, come chiede la Lega? Credo di no, si sta preparando una crisi finanziaria molto forte, forse ancora peggiore di quella che a primavera ha colpito la Grecia, e non vorrei vedere la classe politica gettarsi nella mischia elettorale con la pistola della speculazione alla tempia. Ne uscirebbe a pezzi.


Propendo invece per una congiura di palazzo che verrà realizzata dai servi che sino a oggi hanno servito il Padrone. Già si avvertono le avvisaglie, vedi la proposta di Bocchino di un governo di larghe intese oppure quella di un governo tecnico.


Un caro saluto


                                      Gianfranco

lunedì 23 agosto 2010

Fini and Company

Cari Amici,


  la campagna contro i finiani continua all'insegna dei dossier. Dopo Fini e la Tulliani per la ben nota casa di Montecarlo e altri fatti immobiliari, ora è la volta di Luca Barbareschi, l'attore che si è schierato con Fini: è accusato di avere una 'piscina abusiva' nella sua casa alle Eolie e di avere anche un picco9lo fabbricato irregolare nella stessa zona. Ecco dunque che i piccoli abusi edilizi (che comunque vanno soggetti ad azione penale da parte della magistratura), si trasformano in armi di ricatto nei confronti degli avversari politici.  E poi ci mettiamo pure il dossier sul fratello di Errani e le cooperative rosse di Imola. Non c'è che dire, la campagna elettorale è già iniziata.  


Un caro saluto e una buona ripresa di lavoro


                                                                        Gianfranco

venerdì 20 agosto 2010

PIIIGS..

Cari Amici,


   ho chiesto informazioni alle mie vecchie fonti su quanto sta avvenendo su oro e bund. Non ne sanno molto però mi dicono che tra breve potrebbe verificars iun farto gravde, ad esempio il downgrading da parte delle agenzie americane di rating di un grande paese europeo, che perderebbe la tripla A e si troverebbe in serie difficoltà. Quale paese? La Gran Bretagna, ched un forte debito pubblico e un ancor più forte debito èrivato, oppure l'Italia per via del debito pubblico e della crisi politica. Voci ne corrono tante, ma i dati sono sempfre lì a dimostrare che qualcosa di grosso bolle in pentola. Esploderà nel fine settimana, esploderà la settimana prossima oppure in settembre?   Non resta che attendere.


Un caro saluto


                                                     Gianfranco

Occhio al BUND. e all'ORO.

Cari Amici,


 


da quasi un mese i prezzi del Bund future (il Btp tedesco) hanno preso a salire in maniera vertiginosa. Potete rendervene conto voi stessi cliccando Bund futures quotazioni su Google, si aprirà il sito di Finanza e Mercati e potrete vedere il grafico. Non mi sento preoccupato per i prezzi che salgono, sono problemi degli speculatori che comprano e vendono. Mi preoccupa invece il fatto che l'ultima volta che i prezzi del bund hanno subito una simile impennata è stato in aprile e in maggio, in previsione e in coincidenza della crisi greca. Confrontate i grafici dei due periodi, sono identici. Lo stesso vale per l'oro, i cui prezzi hanno ripreso a salire con uguale intensità.


   Ne deduco che, se tanto mi da tanto, tra breve succederà qualcosa di grosso e  di negativo sul fronte finanziario, magari nel settore dei debiti sovrani. Bund e oro sono i beni rifugio per eccellenza nei momenti di crisi. Spero di sbagliarmi. Per restare a casa nostra mi fa impressione il vatto che alla vigilia di una seria crisi i nostri politici stiano litigando e parlino di elezioni in autunno. Gli dei tolgono la vista ai potenti quando vogliono farli cadere.


Un caro saluto, un buon fine settimana e un buon rientro per chi ha finito le vacanze.


                                        Gianfranco

Argentina

Cari Amici,


 nel 2001 l'Argentina dichiarò default sul suo debito estero, gettando in gramaglie almeno 40.000 risparmiatori italiani e centinaia di migliaia di europei e americani in possesso dei tango bond. Di questo tempi Buenos Ayres ha raggiunto un accordo con i creditori per rimborsare il 33 per cento del debito pregresso.. E ora, dopo aver ristrutturato il debito, come va il paese?


 Il Pil argentino dovrebbe crescere dell'8,5% quest'anno e del 5,5% nel 2011. E' quanto prevede il vice ministro dell'Economia, Roberto Feletti. La nuova stima supera quella precedentemente diffusa dal governo che per il 2010 prevedeva un +7%. .


 


Allora, che devono fare i paesi europei fortemente indebitati ancor più dell'Argentina?


 


un caro saluto


                                   Gianfranco

mercoledì 18 agosto 2010

dollaro forte = guerra ?

Cari Amici,


    nonostante la politica creditizia inflattiva degli Stati Uniti, con il danaro a costi risibili, il dollaro tiene banco e non perde posizioni rispetto alle altre monete. Va detto che il dollaro (insieme all'oro) è da sempre la moneta rifugio in caso di guerra: sarà pure inflazionato, ma è pur sempre la moneta della maggiore potenza militare del mondo.


  I tamburi di guerra rullano adesso in Medio Oriente, per il possibile attacco preventivo di Israele contro l'Iran sull'annosa questione del nucleare. Il 21 agosto entra in funzione il reattore nucleare di B usher, in Iran, Così crescono le voci di chi prevede sfracelli entro ottobre, con un attacco preventivo a sorpresa di Israele cui seguirebbero ritorsioni iraniane sui paesi produttori di greggio del Golfo. E il dollaro che non cede fa pensare a questa ipotesi. Dai mercati finanziari arriva però un segnale contrario: il prezzo del greggio non sale, se ne sta intorno ai 75 dollari al barile senza mostrare segni di rialzo, come avverrebbe invece in caso di conflitto in Medio Oriente. Insomma, la speculazione è divisa, ancora non sa a chi credere.


Un caro saluto


                                             Gianfranco

martedì 17 agosto 2010

Pakistan

Cari Amici,


le immagini che arrivano da qel paese asiatico sono terribili, quegli uomini disperati che hanno soltanto l'abito che indossano e hanno fame, quei bambini dagli occhi grandi e dal sorriso dolce che ti salutano attraverso le telecamere senza rendersi conto che si tratta di immagini che faranno il giro del mondo ma non potranno cambiare la loro dura realtà. Il disatro umano è tale che lascia disorientati. Ho visto un servizio sul meteo secondo il quale le correnti d'alta quota (jet stream) che sorvolano l'Europa hanno cambiato rotta per effetto del surriscaldamento terrestre. Una parte di queste correnti isola l'Asia centrale dai flussi atlantici e provoca la siccità in RUssia, l'altra blocca i monsoni sull'India e sul Pakista, cosiccè le nuvole non scorrono ma si scaricano su questi due paesi con i disastri che si vedono.


  Eppure nessuno parla di risparmio energetico, nessuno qui in Occidnete rinuncia ad auto, condizionatori, viaggi aerei  e in genere a consumi energetici spropositati. Quei bambini del Pakistan li stiamo affogando noi.


 


Un caro saluto


                                            Gianfranco

lunedì 16 agosto 2010

Il sorpasso

Cari Amici,


          leggo del sorpasso dell'economia cinese rispetto a quella giapponjese. Bella forza, è il primo commento, i cinesi sono 1,3 miliardi, i giapponesi da decenni sono fermi a 120 milioni e non crescono più, per lo meno in patria. Ma se consideriamo quanto i giapponesi producono all'estero (pensate, per fare un esempio, alla Honda in Italia o alle fabbriche di automobili negli States), allora la visione cambia: come Singapore, il Giappone ha delocalizzato gran parte delle proprie attività industriali all'estero. I veri conti si fanno oltre frontiera. E questo non vale ancora per la Cina.


   Sabato sera, a cena con alcuni amici, ho avuto uno scambio di idee con l'economista americano Mike Spence, remio Nobel per l'economia nel 2001. Ebbene, Spence si è detto d'accordo con me che purtroppo la crisi non è finita, i tumulti di maggio, vedi la Grecia, erano la presa di conoscenza del problema del debito sovrano degli Stati occidentali. La fine della crisi è ben lontana, e anche per lui si risolverà o con l'inflazione o con la ristrutturazione dei debiti.


Un caro saluto e un buon avvio di settimana

                                         Gianfranco


 

venerdì 13 agosto 2010

Borsa e dintorni

Cari Amici,


 il ribasso di questi giorni in Borsa ha un solo significato: è finita l'euforia che ha fatto seguito alle misure di contenimento della spesa pubblica adottate in maggio sull'onda del caso Grecia e ora ci si rende conto che quella non era la strada giusta. Comprimere la spesa pubblica, non riformare i sistemi fiscali e non tassare le rendite non porta altro che a deflazione e recessione. Nonostante la liquidità pompata a piene mani in Occidente, il cavallo non beve e l'economia rallenta ovunque, con la sola eccezione delle esportazioni tedesche. Le Bose scontano sempre in anticipo quanto deve succedere, e il calo di questi giorni lascia proprio presagire tempi grami.

Un caro saluto e un buon ferragosto

                                       Gianfranco

giovedì 12 agosto 2010

Tregua/2

Cari Amici,


      la tregua politica tra Berlusconi e i finiani di cui si parlava ieri avrebbe, secondo fonti bene informate, uno scopo ben preciso: rinviare le elezioni politiche a primavera 2011 (non vi sono i tempi tecnici per novembre, per di più in presenza di una crisi finanziaria), meglio ancora all'autunno successivo. Una volta vinte le elezioni a man bassa (sostengono i berlusconiani)  vi sarebbero 15 mesi di tempo per consentire al Cavaliere di sistemare i suoi ultimi problemi con la giustizia, crearsi il successore e nella primavera del 2013, quando scade il mandato di Giorgio Napolitano, candidarsi alla presidenza della Repubblica. Pur di toglierselo dalle scatole l'opposizione farebbe ponti d'oro a questa soluzione. Ma gli italiani si comporteranno come pensa il Cavaliere, lo voteranno in massa?


Un caro saluto

                                     Gianfranco

Tregua?

Cari Amici,


   forse ben consigliato, Berlusconi apre alla tregua con i finiani. I boatos di Montecitorio sostengono che si è trattato della forza di alcuni dossiers che i servizi, quasi tutti orientati a destra, hanno passato ai finiani. Dossiers scottanti come quelli sulle forniture di petrolio e di gas dalla Russia e dalla Libia sulle quali Berlusconi avrebbe non poco da dire. Basti pensare che il gas che importiamo dalla Russia passa da una società austriaca di Vienna il cui intestatario è il Mentasti, quello della San Pellegrino, che una volta uscito dagli affari si è legato mani e piedi al Cavaliere.


  Deve essere assai duro mettere in guardia il Pdl contro i personalismi da parte di chi, come il Cavaliere, ha utilizzato le leggi per se, per l'azienda, per la famiglia e per gli amici (vedi Previti). Per il resto, occhio alo cambio: la crisi sta rimontando e il calo dell'euro sul dollaro è un segnale inquietante.


Un caro saluto e buone vacanze


                                                                   Gianfranco                       


 

martedì 10 agosto 2010

Cossiga

Cari Amici,


                       Cugino di Enrico Berlinguer (con il quale ha frequentato lo stesso liceo classico di Sassari) Francesco Cossiga ha un solo merito ai miei occhi: ha avuto, nel bene e nel male, il senso dello Stato. Sia quando nascondeva alcune verità sul caso Moro, sia quando faceva manganellare i dissidenti:, sia quando graziava alcuni esponenti della P2:  non ha mai agito per interessi personali ma per spirito pubblico. Tanto è vero che non ha mai voluto mescolare i suoi fatti privati (era separato dalla moglie Polda) a quelli privati. . Negli ultimi tempi le sue uscite erano del tutto inattendibili, da anni era curato con psicofarmaci per alcuni disturbi nervosi.


Un caro salutoi


                                                              Gianfranco


 


n.b. scusate se qualche giorno non scrivo, ma adesso la politica e i mercatri sono entrati in ferie e così  è meglio restare alla finestra.

venerdì 6 agosto 2010

Hiroshima

Cari Amici,


oggi cade l'anniversario del più grande assassinio  di massa pianificato e realizzatao dall'uomo, Hiroshima, e oggi è anche il mio compleanno. Non sono mai stato fiero di questa data, che giudico una delle peggiori nella storia dell'umanità, e forse la coincidenza delle date è una delle ragioni che mi spinsero nella mia vita a rifiutare  forme di violenza fisica e morale.. Fu una strage inutile, volta più a spaventare i sovietici (in previsione della guerra fredda) che i giapponesi. Tra l'altro, questi avevano già chiesto la pace sia attraverso il Portogallo che il Vaticano con contatti con l'ambasciata della Santa Sede a Zurigo. La colpa e il rimorso di tutto questo  ricadono  sugli uomini che la commisero.


  Anni fa ho visitato i laboratori Livermore di Los Alamos, a pochi chilometri da Albuquerque, ho visto le copie delle tre bombe realizzate dagli americani nel più stretto segreto: la prima fu fatta esplodere ad Alamogordo in luglio, le altre due, Fatman e Little Boy, su Hiroshima e Nagasaki. Fortunatamente non ve ne erano altre a disposizione, ma quelle due bastarono per ottenere gli scopi prefissati.  Per gli americani Los Alamos èancor oggi  un vanto della loro potenza, per l'umanità intera un simbolo del male da dimenticare.


Un caro saluto

                                              Gianfranco

giovedì 5 agosto 2010

Acqua

Cari Amici,


sembra che oggi Formigoni farà approvare nel più totale silenzio una delibera per privatizzare l'acqua in Lombardia. Leggo la notizia dal blog di Beppe Grillo, non sono ancora riuscito a controllarla. Se fosse vero si tratterebbe di un fatto gravissimo. Vediamo se si riesce a sapere qualcosa di più, l'acqua è troppo importante per lasciarla ai privati


Un caro saluto


                                                       Gianfranco

mercoledì 4 agosto 2010

A las cinco de la tarde

Cari Amic i,


 a las cinco de la tarde il toro non è stato matato, come era prevedibile. Caliendo non vale una crisi, ma i numeri sciorinati in aula dimostrano che ilo governo può andare in minoranza su questioni ben più importanti degli affari di un omuncolo.


Se ne riparlerà dunque a settembre, alla riapertura dei lavori parlamentari. Ma le urla, gli insulti, gli scontri verbali tra finiani e Pdl dimostrano che la rottura è definitiva. E allora saranno guai. Verrebbe da dire; che il Signore vi conserv i la salute e, di questi tempi non è un augurio da prendere sotto gamba, il posto di lavoro.


Un caro saluto


                                                        Gianfranco

martedì 3 agosto 2010

Caliendo

Cari Amici,


   Caliendo non vale una messa. Di ad una potenziale crisi di governo, in minoranza per la possibile defezaione dei finiani) Casini ha trovalo la soluzione che salva capra e cavol8. I suoi e i finiani si astengono domani sulla votazione, Caliendo è salvo e il governo pure. Il messaggio di Casini è chiaro: se crisi ha da essere, ebbene questa avvenga non pe le mezze calzette ma per fatti seri. Devo ammettere che pur non nutrendo eccessiva simpatia per casini, questa volta l'ex Dc ha estratto il coniglio bianco dal cilindro con una soluzione pregevole che salva la faccia a tutti.


Tanti cari saluti


                                             Gianfranco


 

lunedì 2 agosto 2010

Ma in che mani siamo

Cari Amici,


  è ufficiale, mercoledì si vota alla Camera lasfiducia per Caliendo: si arriva così alla resa dei conti, vedremo se i finiani voteranno contro, e in questo caso si arriva alla caqduta del governo con quello che segue, oppèure se manterranno una posizione autonoma e si asterranno. In questo caso il loro potere di ricatto nei confronti di Berlusconi diventerà fortissimo, sopèrattutto in vicende ben più importanti di quella di Caliendo.


Domani invece si discute di Tirrena e soprattutto di nucleare e di energie alternative. Non ne parla nessuno eppure si tratta di problemi seri, che richiedono decisioni importanti. Ma nessuno ne parla, il teatrino della politica è incentrato su Calie3ndo9. Ricordiamo che per un altro personaggio mnezza tacca alla Caliendo, clemente Mastella per intenderci, cadde il governo Prodi e di andò alle elezioni. Ma in che mani siamo


Un buon avvio di settimana


                                                        Gianfranco