venerdì 31 maggio 2013

Bazooka

Cari Amici,
verso la metà degli anni '50 i disoccupati di Beirut, per lo più addetti all'edilizia, attaccarono a colpi di bazooka la banca centrale libanese colpevole, a loro giudizio, di tenere i tassi troppo alti e di impedire il rilancio dell'economia. In breve, i lavoratori capivano che in quel momento il nemico di classe non era il datore di lavoro, bensì la struttura tecnica che presiede il controllo della moneta.
Le dimostrazioni di oggi a Francoforte contro la Bce e la sua politica di austerity non sono altro che il ripetersi dei fatti di Beirut di tanti anni. Qui in Europa non è fatto ricorso al bazooka, ma i senza lavoro sono decisamente arrabbiati.
Un caro saluto e un buon fine settimana.
            
Gianfranco

mercoledì 22 maggio 2013

Tertium

Cari Amici,
le Borse salgono e con ogni probabilità continueranno a salire, perché all'orizzonte si intravedono soltanto manovre inflattive (tanta liquidità in ogni parte del mondo) e nessun freno monetario. Anche l'Ue sembra orientata verso questa direzione che verrà attuata non tramite la stampa di nuova moneta (la Germania si opporrebbe) ma attraverso un calo dei tassi di interesse. Le autorità sperano che grazie al rialzo delle Borse dovuto al danaro facile una parte di questa euforia finanziaria si trasferisca all'economia reale. Sarà vero? Non lo credo.
L'economia reale continua a peggiorare, mentre la disoccupazione giovanile nei Piigs è perfino superiore ai livelli della grande Depressione.
Che succederà allora? Gli esperti calcolano che se i Piigs vogliono recuperare i livelli di competitività che hanno perso nei confronti della Germania in termini di costo del lavoro, devono ridurre i salari del 40 per cento. E provvedimenti in tal senso renderanno in Italia, Spagna, Grecia e anche Francia le tensioni sociali insostenibili. L'alternativa: si spacca l'euro. Tertium non datur...
Un caro saluto
                          
Gianfranco

domenica 19 maggio 2013

Squinzi

Cari Amici,
«L'euro è un vero fattore di coesione per l'Europa. Uscire dall'euro per l'Italia vorrebbe dire una decrescita del Pil nell'ordine del 25-30 per cento, cioè tornare indietro come livelli di vita nel nostro Paese di 25 o 30 anni». Lo ha detto oggi a Torino il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Scusate, ma per quanto riguarda livello di occupazione, consumi, investimenti industriali, produzione ed export, istruzione, disagio sociale, pressione fiscale, disuguaglianze tra ricchi e poveri non stiamo peggio di venti o trenta anni fa? Non sarà che i difensori dell'euro stanno facendo del terrorismo economico?
Un caro saluto e un buon avvio di settimana
                                                                                  
Gianfranco

sabato 18 maggio 2013

Moscovici

Cari Amici,
la Banca del Giappone compra il debito statale prima della sua scadenza naturale e mette in circolo miliardi di yen che svalutano la moneta ma rilanciano export ed economia. Identico il comportamento di Federal Reserve, Bank of England e banca centrale svizzera.

Adesso anche in Europa qualcosa si muove, si legga l'intervista di Pierre Moscovici al Corriere di oggi. Si torna a parlare di eurobond, ovvero quei titoli europei che andrebbero a sostituire i debiti dei singoli stati europei. Eurobond che la Bce potrebbe poi acquistare come fanno le altre banche centrali per mettere capitali freschi in circolo e rilanciare l'economia. Si tratta di progetti ragionevoli, il cui obiettivo è dare lavoro ai giovani e svalutare con l'inflazione i patrimoni dei vecchi europei.
Non illudiamoci, per quattro mesi, sino alle elezioni tedesche tutto resterà fermo. Poi si vedrà.
Un caro saluto e buona fine di settimana
                                                                           
Gianfranco

mercoledì 15 maggio 2013

Aspirapolvere

Cari Amici,
"La crisi ha acuito rapidamente le diseguaglianze di reddito nei Paesi Ocse tra il 2008 e il 2010, aumentando le distanze economiche a un ritmo molto più elevato rispetto ai dodici anni precedenti". E' quanto emerge dal rapporto presentato dall'organizzazione internazionale con sede a Parigi, che avverte che potrebbero arrivare "ulteriori tagli alla spesa pubblica e al welfare in genere". Sin qui i dispacci delle agenzie.

Insomma, la crisi funziona come un gigantesco aspirapolvere che succhia ricchezze dalla base e le trasferisce ai piani alti della piramide economica. E bravi quelli dell'Ocse che, come al solito, arrivano sempre 'Due': noi di questo trasferimento di ricchezza non ce ne eravamo accorti.
Un caro saluto

Gianfranco

martedì 14 maggio 2013

Congiuntura

Cari Amici,
riporto qui di seguito (in inglese, scusate la mia pigrizia) 16 indicatori economici in base ai quali alcuni economisti d'oltreoceano ritengono che la grande recessione mondiale di questo secolo sia già iniziata partendo proprio dall'Europa. Eccoli.

The following are 16 signs that the next Great Depression has already started in Europe...


#1 The unemployment rate in France has surged to 10.6 percent, and the number of jobless claims in that country recently set a new all-time record.

#2 Unemployment in the eurozone as a whole is sitting at an all-time record of 12 percent.

#3 Two years ago, Portugal's unemployment rate was about 12 percent. Today, it is about 17 percent.

#4 The unemployment rate in Spain has set a new all-time record of 27 percent. Even during the Great Depression of the 1930s the United States never had unemployment that high.

#5 The unemployment rate among those under the age of 25 in Spain is an astounding 57.2 percent.

#6 The unemployment rate in Greece has set a new all-time record of 27.2 percent. Even during the Great Depression of the 1930s the United States never had unemployment that high.

#7 The unemployment rate among those under the age of 25 in Greece is a whopping 59.3 percent.

#8 French car sales in March were 16 percent lower than they were one year earlier.

#9 German car sales in March were 17 percent lower than they were one year earlier.

#10 In the Netherlands, consumer debt is now up to about 250 percent of available income.

#11 Industrial production in Italy has fallen by an astounding 25 percent over the past five years.

#12 The number of Spanish firms filing for bankruptcy is 45 percent higher than it was a year ago.

#13 Since 2007, the value of non-performing loans in Europe has increased by 150 percent.

#14 Bank withdrawals in Cyprus during the month of March were double what they were in February even though the banks were closed for half the month.

#15 Due to an absolutely crippling housing crash, there are approximately 3 million vacant homes in Spain today.

#16 Things have gotten so bad in Spain that entire apartment buildings are being overwhelmed by squatters...

Questi dunque i dati ufficiali in base ai quali si prevede il peggio nei prossimi mesi. So che i numeri sono certi, non so se l'esito sarà quello previsto dagli esperti, vale a dire depressione, protezionismo commerciale, disoccupazione, fine del welfare. Escludo le guerre, spero che la ragione illumini le menti di chi ci comanda.

Un caro saluto

Gianfranco

mercoledì 8 maggio 2013

Harakiri

Cari Amici,
Beppe Grillo è stato criticato duramente dalla sinistra perchè invece di aggregarsi al PD ed eliminare politicamente Berlusconi ha preferito isolarsi e restare in attesa del crollo del sistema partitico. Ha fatto bene? Ha fatto male? La proposta delle nomine alla presidenza delle commissioni parlamentari, che vede riemergere personaggi squalificati come Cicchitto, Nitto Palma e Formigoni, vecchi arnesi del sistema come la Finocchiaro e persino lo stesso Belzebù in persona, Berlusconi, sembra dare ragione alla strategia di Grillo: i partiti tradizionali non sanno rinnovarsi e stanno commettendo un suicidio politico dietro l'altro.
Alla fine imploderanno e saranno i Cinque Stelle ad impadronirsi di un un paese esasperato e stremato.
Un caro saluto

Gianfranco